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Da Lisbona all'Impronta

L' argilla come materiale primordiale, scaturito dalle viscere della terra, la mano che imprime il gesto nell'impasto docile, il fuoco come elemento di trasformazione, simile a un processo alchemico, la sorpresa dei colori che bisogna immaginare, perché appariranno nella loro splendida evidenza soltanto a fine cottura. Petra Weiss ha scelto questa strada per esprimersi che è spesso percorsa da donne, ma lo fa con piglio virile, conferendo al prodotto fittile una monumentalità da scultura. Figlia di un importante scultore Svizzero, nonostante sia cresciuta in un ambiente familiare ricco di fermenti culturali e creativi, la sua ricerca di un'identìtà artistica propria è stata più difficile. Formatasi presso un ceramista di Bruxelles, ha tuttavia trovato gli stimoli giusti presso lo studio dei faentino Carlo Zauli, noto per essere stato uno di quegli artisti che in Italia avevano fatto uscire la ceramica dalla posizione subordinata di arte applicata, utilízzandola per vere e proprie strutture scultoree. Inizialmente influenzata dalla gestualità informale di Zauli, Petra Weiss ha via via precisato un discorso proprio, lavorando quel materiale cristallino che é il grès a grumi di materia che lasciano intravedere numerose irregolarità, buchi, fessure, ma costretti in severe minimali forme geometriche. Ciò consente all'artista di concepire forme archetipe: stele, piramidi, sfere e mezze sfere, ali come elementi di un palcoscenico richiamante lo spazio libero. Queste forme sono state prima realizzate in un materiale compatto dal colore antracite, spesso percorso da una patina metallica, poi il colore è apparso sotto forma di lampi e di guizzi, che obliquamente investono la forma eretta con il loro accento cromatico. In seguito il colore più chiaro, digradato in dolci sfumature, ha invaso interamente la superficie. Ora,dopo l'episodio delle stele coronate da un motivo ad ali spiegate, la verticalità delle strutture é variata da un muoversi all'esterno o all'interno dei vari segmenti di cui sono composte in modo da creare una molteplicità di punti di vista e suscitare un movimento che a volte ha richiami vagamente antropomorfi. Gli smalti sono sempre più chiari quasi volessero esprimere una riconquistata gioiosità riflesso dell'approdo a una serena maturità.

Walter Schoenenberger
Milano 11 Ottobre 1998


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